In Gigli di mare il fiore emerge come presenza luminosa da un blu profondo e stratificato. Il segno nero, deciso e quasi calligrafico, attraversa la materia e ne definisce il respiro, mentre la luce si posa sui petali come un’alba improvvisa. Non è un paesaggio marino, ma uno spazio emotivo: il giglio diventa memoria, fragilità e forza insieme, sospeso tra profondità e luce.