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E furono disegno e pittura

Vivo nell’arte da che ero bambina.

Mio nonno Giuseppe Cingano, detto Bepi, era un decoratore d’interni: avete presente le carte da parati?

Ecco, non quelle. Immaginate un uomo che dipinge tutti i muri di una stanza con decorazioni uniche, irripetibili. Quello era mio nonno.

Poi, quando tornava a casa, smetteva i panni di decoratore e vestiva quelli d’artista pittore, e dipingeva, dipingeva, dipingeva…

Ricordo quando andavamo in visita; la casa dei nonni era come una galleria d’arte d’altri tempi, non c’era un centimetro vuoto, tutti quadri del nonno erano appesi al muro, a coprire tutto, dal lungo corridoio d’ingresso ad ogni stanza della casa.

Non ricordo un momento preciso in cui io ho iniziato io a disegnare, perché è qualcosa che è sempre stato lì.
C’è voluto molto tempo per arrivare a liberare l’artista che restava sopita in me.

Mi ha convinta a provarci mia figlia Giulia Della Sala, lei la mia amata e straordinaria artista, ora designer di gioielli.

Così,circa quattro anni fa, ho iniziato un corso di pittura col Maestro Roberto Cannata e da lì non mi sono più fermata.

Oggi continuo ad imparare con la mia Maestra Liana Zanfrisco che mi sta insegnando non solo a disegnare e dipingere, questo è riduttivo. Nella Powwe Drawing Academy si impara la libertà del gesto, che il soggetto è un pretesto, che possiamo piegare la realtà ai nostri bisogni interiori.

All’inizio disegnare era un modo per stare, per concentrarmi, per dare forma a qualcosa che non sapevo spiegare.

Poi è arrivato il colore.

All’inizio l’ho usato come tutti: per rappresentare. Con il tempo ho capito che non era quello che cercavo. Il colore per me non descrive, costruisce. Porta fuori qualcosa che prima non aveva una forma chiara.

Non parto quasi mai da un’immagine definita. Parto da una sensazione, da una luce, da una tensione che sento e che provo a seguire.

Il lavoro è fatto di tentativi, stratificazioni, pause. A volte tolgo più di quanto aggiungo.

Non tutti i quadri arrivano davvero.

Ma quando succede, lo riconosco subito. Non è una questione estetica.

È una questione di necessità.

Debora Cingano davanti ad un disegno in grafite di un giglio
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    Pittrice e artista visiva. Lavoro con colore, materia e parola per costruire presenza — nel momento in cui tutto è ancora possibile.

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